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E-bikeruote completeTest

Il nuovo Canyon Strive:ON in sintesi: Moto da enduro di alta gamma a un prezzo equo.

1. Maggio 2026 by Michael Fais

Canyon Strive:ON

Test / E-MTB: Per anni, la Strive è stata la potenza indiscussa di Canyon nell'enduro. Con la Canyon Strive:ON, questo DNA è stato elettrificato con successo qualche tempo fa, portandolo direttamente sul podio dell'E-EWS. Ora, l'azienda di Coblenza sta portando la potente e-mountain bike alla sua prossima fase evolutiva. Con un telaio rinforzato, i motori Bosch di ultima generazione e miglioramenti mirati ai dettagli, la bici punta a colmare ancora meglio il divario tra prestazioni da gara e divertimento quotidiano sui sentieri. Abbiamo analizzato tutti i dettagli tecnici e messo alla prova la bici sui sentieri intorno a Coblenza.

Tra trail e freeride: il posizionamento

Nell'ampio portfolio di e-MTB di Canyon, la Strive:ON occupa un ruolo ben definito. Si posiziona precisamente tra la giocosa Spectral:ON, orientata al trail, e la freerider focalizzata sul downhill, la Torque:ON. La Strive:ON è progettata come una classica bici da enduro: 170 mm di escursione all'anteriore e 160 mm al posteriore, abbinati a una configurazione di ruote mullet (29 pollici all'anteriore, 27,5 pollici al posteriore). L'obiettivo degli ingegneri era quello di infondere il DNA vincente della Strive non motorizzata, vincitrice dell'EWS, in una e-MTB dalle prestazioni eccellenti sia sull'asfalto di un circuito che sui impegnativi sentieri alpini.



Dettagli della struttura: progettata per durare

A prima vista, la Strive:ON rimane fedele alla sua silhouette collaudata. Tuttavia, sotto la superficie sono cambiate molte cose. Il telaio interamente in carbonio è stato specificamente rinforzato. Canyon afferma che il telaio ora soddisfa i requisiti estremamente rigorosi della categoria di test 4e, il che testimonia la sua robustezza, appena inferiore a quella delle bici da Coppa del Mondo di downhill. Il telaio CFR pesa solo 2,45 chilogrammi nella taglia M, un peso competitivo.



Secondo il produttore, un obiettivo chiave era ridurre la manutenzione ("Pedala di più, riparala di meno"). Per raggiungere questo scopo, nei punti di snodo vengono utilizzati cuscinetti a doppia tenuta con grasso speciale, integrati da inserti filettati progettati per proteggere il telaio in carbonio dalle viti spanate. Un altro elemento distintivo è la robusta piastra di protezione sotto il motore. Non è solo estetica: protegge il motore, la corona e il telaio. È collegata direttamente al motore tramite un punto di fissaggio dedicato e presenta due guide, ispirate al motocross enduro, progettate per impedire al motore di impigliarsi negli ostacoli.

Bosch Power e scelta della batteria

L'aggiornamento più importante riguarda il cuore della bici: il sistema di trasmissione. La nuova Strive:ON utilizza i motori Bosch Performance Line CX di ultima generazione, mentre il modello top di gamma CFR è addirittura equipaggiato con il motore CX-Race (CX-R). La potenza di picco è di 750 watt e la coppia massima, dopo l'ultimo aggiornamento, raggiunge i 120 Nm. Il motore CX-R del modello top di gamma offre anche l'esclusiva "Race Mode" con un'accelerazione più diretta e un Extended Boost più prolungato.



La scelta relativa all'alimentazione è interessante. Invece di riprogettare il telaio per le nuovissime batterie Bosch da 800 Wh, Canyon ha optato per la collaudata batteria da 750 Wh. Questa batteria è leggermente più lunga ma significativamente più stretta, caratteristica che ha reso possibile il tubo obliquo relativamente sottile della Strive:ON. La batteria può essere rimossa dal basso tramite uno sportellino riprogettato, svitabile con una sola vite. In pratica, il sistema funziona in modo fluido e rapido. Il sistema di trasmissione è gestito tramite il controller integrato nel tubo orizzontale e il mini telecomando wireless Bluetooth sul manubrio. Il display Kiox non è incluso di serie; inoltre, lo spazio disponibile nel tubo orizzontale non consente l'installazione successiva di un display più grande.

Geometria aggressiva e integrazione KIS

La geometria della Strive:ON sottolinea le sue ambizioni di alta velocità. Un angolo di sterzo aperto di 63,5 gradi garantisce stabilità sui terreni ripidi, mentre l'angolo effettivo del tubo sella di 78 gradi posiziona il ciclista in una posizione centrale ed efficiente in salita. Il movimento centrale non è posizionato eccessivamente in basso per evitare pedalate eccessive nelle salite tecniche.



Un controllo ancora maggiore è garantito dal sistema KIS 2.0 (Keep It Stable). Questo stabilizzatore di sterzo, che utilizza molle e fasce precaricate nel tubo orizzontale per esercitare una forza di centraggio sul tubo di sterzo della forcella, è progettato per filtrare i movimenti indesiderati dello sterzo su terreni accidentati. Il sistema è ora di serie, la sua intensità può essere regolata con una chiave a brugola e i puristi possono anche rimuoverlo completamente, se lo desiderano.

Caratteristiche e prezzi: Torna alla ragione

Canyon offre la Strive:ON in tre diverse configurazioni, tutte basate sullo stesso telaio interamente in carbonio. Il prezzo è degno di nota, discostandosi piacevolmente dalla tendenza dei prezzi astronomici.

Lo Strive:ON CF8 rappresenta il punto di ingresso per 4.999 Il modello Euro è equipaggiato con forcella RockShox Domain Gold, ammortizzatore Super Deluxe Base e trasmissione Shimano Deore. Tuttavia, la scelta ideale per i ciclisti più orientati alle prestazioni è probabilmente la CF9, al prezzo di 6.499 €. Questo modello presenta una forcella Fox 38 Performance Elite, un ammortizzatore Float X2, una trasmissione meccanica SRAM Eagle 90 e potenti freni SRAM Maven Base, abbinati a ruote DT Swiss H1900. Il modello di punta CFR costa 7.499 € e offre componenti delle sospensioni RockShox Ultimate, una trasmissione SRAM X0 e il motore Bosch CX-R.



Il fatto che persino il modello di punta sia equipaggiato "solo" con un gruppo X0 anziché un gruppo XX e una Maven Silver invece di una Ultimate è una scelta consapevole dei responsabili di prodotto: massime prestazioni sui sentieri senza gonfiare artificialmente il prezzo con dettagli di poco conto. Un approccio davvero interessante.

Il Canyon Strive:ON in pratica

Per il nostro test pratico, abbiamo portato la Canyon Strive:ON CF9 sui sentieri di casa di Canyon, nella foresta urbana di Coblenza. Una cosa è subito chiara: questa bici non è una comoda cruiser, ma una macchina sportiva ad alte prestazioni. Rispetto alla versatile Spectral:ON, la Strive:ON richiede uno stile di guida più attivo. La sua taratura di base è più rigida e progressiva. Chi desidera pedalare tranquillamente su sentieri forestali ricchi di radici potrebbe trovare le sospensioni un po' impegnative.



Struttura Strive:ON CF
forchetta Fox 38 Prestazioni Elite
Trazione Bosch CX
accumulatore 750 Wh
muto Volpe Galleggiante X2
giranti DT svizzero H1900
Pneumatico VR Maxxis Assegai EXO+ MaxxGrip
Pneumatico HR Maxxis DHRII DD MaxxTerra
Deragliatore posteriore Sram Aquila 90
leva del cambio Sram Aquila 90
Manovella Sram Eagle 90
Deragliatore Ohne
Freno Base Sram Maven
dischi freno Sram HS2
Reggisella Canyon SP0081 200mm (L)
Sella Ergon SM Neo
Stelo Canyon G5
Lenker Canyon G5

Tuttavia, non appena il terreno si fa più ripido e la velocità aumenta, la Strive:ON dà il meglio di sé. La cinematica offre un supporto eccezionale, impedendo alla bici di affondare eccessivamente durante le curve paraboliche o i salti. È una vera e propria centrale di potenza che infonde sicurezza. Un contributo fondamentale a questa sicurezza è dato dalla scelta assolutamente senza compromessi degli pneumatici di serie: il Maxxis Assegai con mescola morbida MaxxGrip all'anteriore si incolla letteralmente al terreno, mentre il DHR II con la sua robusta carcassa DoubleDown al posteriore assorbe le forature senza alcuno sforzo.

Foto: Boris Beyer


Il sistema KIS svolge la sua funzione in modo discreto. Interviene in modo percettibile, ma mai fastidioso. È necessario trascorrere più tempo su sentieri familiari per valutare se il sistema rappresenti davvero una svolta decisiva, ma non interrompe in alcun modo la fluidità della pedalata e, anzi, contribuisce a rendere la guida più agevole nei tratti rocciosi.

Foto: Boris Beyer

silenzio sussurrante nella foresta

Oltre alle pure dinamiche di guida, ciò che colpisce maggiormente sui sentieri è la silenziosità, o meglio, la quasi totale assenza di rumore. La Strive:ON è silenziosissima. Non si avvertono scricchiolii delle pastiglie dei freni, i cavi sono fissati internamente in modo impeccabile e persino il nuovo motore Bosch rimane piacevolmente silenzioso. Un plauso particolare va al passaggio dei cavi: Canyon ha abbandonato la soluzione, spesso problematica, di instradarli attraverso la serie sterzo, optando invece per un design più classico e ordinato, con i cavi che passano attraverso il tubo sterzo e si inseriscono nel telaio. Una vera manna dal cielo per chiunque si occupi della manutenzione della propria bicicletta.



Foto: Boris Beyer

A causa della batteria un po' datata e dei componenti robusti, la Strive:ON, con i suoi circa 24,5 chilogrammi, non è certo leggera. Sul sentiero, il posizionamento basso e centrale della massa maschera efficacemente il peso; solo durante manovre molto strette o in aria le leggi della fisica non vengono completamente sfidate. Un vantaggio significativo, tuttavia, è la maggiore altezza da terra: grazie all'integrazione più compatta del motore e alla piastra paramotore aderente, la zona del movimento centrale ha molte meno probabilità di toccare terra su gradini e tratti rocciosi in salita rispetto al modello precedente.

Conclusione: Canyon Strive:ON CF9

Pro

  • Pacchetto complessivo coerente
  • Componenti scelti con cura
  • Prezzi equi
  • Silenzio assoluto sul sentiero

Contra

  • Batteria vecchia e nessun Kiox 400C

fatti

materiale telaioCarbonio
Dimensioni della girantetriglia
tipo di guidaBosch CX Gen 5 (BDU38)
viaggio170 / 160 mm
Pesocirca 24,5 kg
Prezzo6.499 Euro
Web www.canyon.com
Discesain salita
 
scorrevolezzaagile
 
Con la nuova Strive:ON, Canyon offre un aggiornamento altamente sofisticato per gli enduro più ambiziosi. Invece di reinventare completamente la bici, si è concentrata sull'eliminazione dei punti deboli del modello precedente. Il telaio è più robusto, il passaggio dei cavi è semplificato e il nuovo motore Bosch CX eroga una potenza controllabile con una fluidità sorprendente. Richiede una mano ferma e una buona velocità per sfruttare appieno le sospensioni rigide, ma poi ti ricompensa con enormi riserve di potenza. Il prezzo accessibile è particolarmente degno di nota: nessuno ha davvero bisogno di prestazioni e-MTB superiori a quelle offerte dal modello CF9.
tag:#VMmtbBoschCanyonCanyon continua a lottareIn primo pianoSforzarsi

Su Michael Fais

Michael Faiß ha studiato inglese e storia a Monaco. Dopo aver trascorso un anno in Inghilterra, ha lavorato come traduttore per la rivista Procycling e la Degen Mediahouse, tra gli altri. È anche un appassionato ciclista e meccanico fin dall'infanzia e si sente a suo agio soprattutto fuori dai sentieri battuti.

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