Test / E-MTB: Mentre negli ultimi anni il settore delle e-mountain bike si è concentrato sempre più su modelli di punta estremamente costosi, che superano i 10.000 euro, Giant ha sempre adottato un approccio piacevolmente diverso con la Stance E+ – e questo vale anche per il modello 2027. La nuova edizione di questa popolare bici da trail versatile porta una tecnologia del motore all'avanguardia, una batteria capiente e una geometria ben studiata in una fascia di prezzo a partire da 4.000 euro. Questo rende accessibile un livello di prestazioni che prima era riservato a bici molto più costose. Abbiamo testato a fondo se il concetto funziona sui sentieri e dove sono stati necessari dei compromessi per raggiungere questo prezzo.
Un segnale forte per la classe media
Non è un segreto che il mercato delle e-mountain bike abbia subito un'impennata di prezzi negli ultimi anni. I modelli più economici spesso sembrano offerte poco originali e superficiali da parte dei produttori. Tuttavia, con l'ultima generazione della serie Stance E+, Giant sta chiaramente posizionando questa bici come un vero fiore all'occhiello del suo catalogo. L'integrazione del nuovissimo sistema di trasmissione e di un sistema di sospensioni specificamente progettato per le e-bike dimostra che l'obiettivo è offrire un reale valore aggiunto al cliente finale.
La Stance E+ è da sempre la bici ideale per chi ama il cicloturismo e il trail riding. Sebbene l'ultima versione, con 150 mm di escursione anteriore e 140 mm posteriore, sia sulla carta nettamente più performante, rimane fedele alle sue origini di bici affidabile e versatile. Le specifiche del modello di fascia media, la Stance E+ 1, sono estremamente promettenti: telaio in alluminio, batteria da 800 wattora, il nuovo motore SyncDrive Pro 3X e componenti delle sospensioni sviluppati internamente.
Dettagli tecnici: Telaio, geometria e integrazione
Il telaio ALUXX SL e le intelligenti funzionalità per tutti i giorni
La Stance E+ 1 si basa su un telaio dalle finiture pulite, realizzato con la lega di alluminio ALUXX SL di Giant. La caratteristica più evidente è il suo design robusto ma al contempo armonioso, che integra perfettamente la batteria di grandi dimensioni nel tubo obliquo. Fortunatamente, Giant ha evitato la pratica, attualmente molto dibattuta, di far passare i cavi attraverso la serie sterzo, optando invece per i classici passaggi cavi interni sul tubo sterzo: un vero vantaggio per chi ama occuparsi personalmente della manutenzione della propria bici. Sono ovviamente presenti anche gli attacchi per attrezzi e portaborraccia.
Particolarmente interessante per il target di ciclisti da turismo: la Giant Stance E+ offre una gamma di punti di fissaggio ormai rari nel settore delle e-MTB sportive. Oltre al supporto per il cavalletto (KSA40), è possibile montare parafanghi posteriori fissi. Anche la forcella è predisposta per il montaggio di un parafango. Un'altra caratteristica tecnica è l'integrazione con il servizio "Apple Dov'è". Gli utenti iPhone possono registrare la propria bici direttamente nell'app, il che, pur non essendo un deterrente antifurto meccanico, può essere utile per localizzarla in caso di emergenza.
Telaio posteriore FlexPoint e sospensioni E-Tuned
Per le sospensioni posteriori dei suoi modelli Stance, Giant adotta tradizionalmente un approccio proprietario, affidandosi al collaudato sistema FlexPoint. Si tratta di un design a perno singolo supportato che rinuncia a un punto di snodo nella zona dell'asse posteriore (come nel sistema Horst Link). Il sistema sfrutta invece la flessibilità definita dei foderi in alluminio. Ciò consente di risparmiare peso e costi, oltre a ridurre il numero di cuscinetti che richiedono una manutenzione frequente.
Sia la forcella anteriore (Giant STL 36 Air) che quella posteriore (Giant Crest FloTrac) della Stance E+ 1 (così come della Stance E+ 2) utilizzano componenti di sospensione proprietari di Stance. Questi sono specificamente progettati per le maggiori sollecitazioni e il peso aggiuntivo di una e-mountain bike. Secondo il produttore, le caratteristiche di smorzamento e il volume della camera d'aria sono stati regolati in modo che la bici, nonostante pesi quasi 26 chilogrammi, mantenga un'escursione elevata e non tocchi il fondo in caso di impatti violenti.
Geometria modernizzata
Rispetto al modello precedente, la geometria è stata notevolmente modernizzata, senza però raggiungere gli estremi. L'angolo di sterzo di 64,5 gradi garantisce stabilità sui tratti ripidi, mentre l'angolo del tubo sella di 76.5 gradi assicura una posizione di salita efficiente. Con un reach di 480 millimetri nella taglia L, il telaio principale offre un'ampia libertà di movimento. I foderi posteriori da 468 mm sono piuttosto lunghi e dovrebbero contribuire alla stabilità e a buone prestazioni in salita, ma a scapito dell'agilità.
| S | M | L | XL | |
|---|---|---|---|---|
| Portata (mm) | 431 | 455 | 480 | 505 |
| Pila (mm) | 614 | 628 | 641 | 655 |
| tubo sella (mm) | 400 | 425 | 450 | 475 |
| Angolo di sterzata (in °) | 64,5 | 64,5 | 64,5 | 64,5 |
| Angolo di seduta (in °) | 76,5 | 76,5 | 76,5 | 76,5 |
| tubo orizzontale (mm) | 579 | 606 | 635 | 663 |
| foderi | 468 | 468 | 468 | 468 |
| tubo sterzo (mm) | 100 | 115 | 130 | 145 |
| Caduta del BB (mm) | 26 | 26 | 26 | 26 |
Sistema di propulsione: Giant SyncDrive Pro 3X e batterie EnergyPak
Un concentrato di potenza compatta con 100 Nm
Il vero cuore pulsante della nuova Stance E+ 1 è il suo sistema di trasmissione. Giant ha installato il nuovissimo motore SyncDrive Pro 3X. Con una coppia massima di 100 Newton metri e una potenza di picco fino a 800 watt, questo motore è, sulla carta, ai vertici della categoria.
L'aspetto interessante del design elettrico è il seguente: mentre il modello enduro Giant Reign E+ utilizza un sistema a 48 volt con il motore Pro 3, dal nome quasi identico, la Stance E+ 1 funziona con un classico sistema a 36 volt. Ciò consente di continuare a utilizzare le collaudate batterie EnergyPak Smart da 800 e 625 Wh nel caso della Stance E+.
Batteria e concetto di funzionamento
Le Stance E+ 1 e Stance E+ 0 sono dotate di una batteria da 800 Wh integrata nel tubo obliquo, più che sufficiente per escursioni di un'intera giornata. Il modello base utilizza la batteria più piccola da 625 Wh. La rimozione della batteria è progettata in modo intelligente: dopo aver allentato una vite zigrinata (senza bisogno di attrezzi), è possibile rimuovere il coperchio. La batteria stessa è fissata in modo doppio: tramite un fermo a scatto e ulteriormente bloccata nel telaio da una vite Torx. Sebbene la rimozione richieda qualche secondo in più, elimina in modo affidabile qualsiasi rumore o vibrazione durante la pedalata.
Il sistema di controllo si basa sul RideControl Dash 2, una combinazione di telecomando e display integrato nella manopola sinistra del manubrio. Il display a colori ad alta risoluzione è accattivante, ma l'involucro appare un po' ingombrante per una moto sportiva. Anche i pulsanti potrebbero beneficiare di una maggiore definizione del punto di pressione, soprattutto quando si azionano con i guanti bagnati su terreni accidentati. Ciononostante, il sistema fornisce tutte le informazioni rilevanti a colpo d'occhio.
La Giant Stance E+ 1 nei test pratici
Sul sentiero: di buon carattere invece che giocoso
I dati sono accurati in teoria, ma come si comporta la bici in fuoristrada? Lo si capisce subito, nei primi metri: la Stance E+ 1 non è un fulmine agile, ma piuttosto una compagna indulgente ed estremamente affidabile. La bici ispira fiducia immediatamente. Persino i principianti assoluti non si sentiranno sopraffatti dalla sua maneggevolezza. È intuitiva da controllare e mantiene una traiettoria stabile.
Il rovescio della medaglia di questa guida fluida è la mancanza di vivacità. Chi cerca una bici agile, capace di affrontare ogni curva e di spiccare salti anche sui pendii più piccoli, rimarrà deluso. Ciò è dovuto principalmente al peso considerevole del sistema, pari a 25,6 chilogrammi (senza pedali). La Stance E+ è più una bici da turismo sicura e affidabile, che non teme i percorsi più impegnativi, a patto di mantenere una velocità moderata.
Telaio e componenti al limite
Il sistema di sospensioni proprietario di Giant offre prestazioni solide come una roccia, reggendo il confronto con i sistemi entry-level di marchi affermati come Fox o RockShox. La configurazione è particolarmente lodevole: Giant stampa raccomandazioni chiare per forcella e ammortizzatore direttamente sui componenti, semplificando notevolmente la regolazione. Sui sentieri, l'assetto predefinito tende ad essere piuttosto rigido. Per evitare che la forcella vada a fine corsa in caso di impatti violenti, è necessario utilizzare una pressione relativamente elevata.
| Struttura | Giant Aluxx SL |
| forchetta | Giant STL 36 Air |
| Trazione | Giant SyncDrive Pro 3x |
| accumulatore | Giant EnergyPak 800 Wh |
| muto | Giant Crest FloTrac |
| giranti | Giant AM30 |
| Pneumatico VR | Maxxis Minion DHF EXO MaxxTerra |
| Pneumatico HR | Maxxis Dissector EXO MaxxTerra |
| Deragliatore posteriore | Shimano indica 10 velocità |
| leva del cambio | Shimano indica 10 velocità |
| Manovella | Alluminio forgiato |
| Deragliatore | Ohne |
| Freno | SHIMANOMT420 |
| dischi freno | Shimano 223/203 mm |
| Reggisella | Interruttore di contatto gigante AT |
| Sella | Giant Contact Ergo Trail |
| Stelo | Contatto gigante SL 35 |
| Lenker | Giant Connect TR35 |
La combinazione dei freni rivela il punto debole della bici sui percorsi più impegnativi. Giant monta freni Shimano MT420 a quattro pistoncini. Nonostante i dischi di grandi dimensioni (220 mm all'anteriore, 203 mm al posteriore), questo sistema raggiunge sensibilmente i suoi limiti nelle discese ripide con un peso della bici di quasi 26 kg più il ciclista. L'avantreno rigido e la notevole forza necessaria per azionare le leve dei freni causano rapidamente affaticamento degli avambracci nelle discese lunghe. Chiunque sfrutti appieno il peso massimo consentito di 156 kg e viva nelle Alpi dovrebbe prendere in considerazione un aggiornamento dell'impianto frenante.
La trasmissione Shimano Cues LinkGlide a 10 velocità, d'altro canto, si abbina perfettamente al carattere della bici. Pur non essendo la trasmissione più leggera o veloce sul mercato, è estremamente robusta, presenta un'usura minima e cambia marcia con precisione anche sotto l'enorme carico del motore elettrico. Inoltre, i componenti soggetti a usura come la cassetta e la catena sono molto economici.
Prestazioni del motore: un consiglio fondamentale per l'app
Le prestazioni del motore SyncDrive Pro 3X sui sentieri sono impeccabili. Offre un'accelerazione potente ed è certamente alla pari con i motori top di gamma della concorrenza. Tuttavia, i primi test hanno rivelato una sorpresa: la tipica reattività e la fluidità di risposta dei motori Giant erano completamente assenti. Il motore sembrava incredibilmente lento alla prima pedalata.
La soluzione è stata trovata nell'app Giant RideControl. Qui, il parametro "Launch" (reattività) può essere configurato da un livello all'altro, da 1 a 7. Di default, quasi tutti i livelli di assistenza sono impostati su un valore di 3, decisamente troppo basso per uno stile di guida dinamico. Impostando il valore a 5 o 6, il motore si anima improvvisamente, offrendo proprio il dinamismo necessario per affrontare le salite più tecniche. Consigliamo a tutti gli acquirenti di regolare questa impostazione subito dopo l'acquisto per sfruttare appieno il potenziale del sistema di trasmissione.
Per quanto riguarda la rumorosità, il motore ronza in modo udibile a pieno carico, ma rimane entro limiti piacevoli e non fastidiosi. In discesa si avverte un leggero rumore metallico proveniente dal motore, ma nel nostro caso questo era mascherato da un tubo freno un po' troppo lungo e rumoroso in corrispondenza del tubo sterzo.












