Ciclismo: il sindacato piloti CPA ha scritto oggi una lettera al comitato tecnico dell'associazione mondiale UCI - il tema? Freni a disco di nuovo. Il CPA richiede la sospensione temporanea dell'attuale fase di test fino a quando tutte le richieste dei conducenti non saranno soddisfatte. Ciò include, ad esempio, coperture protettive sui dischi dei freni.
Il tema dei freni a disco nel ciclismo professionistico si sta lentamente ma inesorabilmente trasformando in una farsa. Dopo il test run della scorsa stagione, disastroso dal punto di vista organizzativo e terminato anzitempo, anche la ripartenza di quest'anno non è sotto i migliori auspici. Nonostante Marcel Kittel sia stato il primo professionista a vincere una gara WorldTour su una bici con freni a disco e l'approvazione nel paddock stia crescendo, molti professionisti sono ancora molto scettici, anche perché la comunicazione tra i corridori e l'UCI sembra essere ancora scarsa.
[blog style=”def” cols=”2″ display=”specific” specific=”62680″ posts_per_page=”0″ offset=”0″ pagination=”no” ad_id=”0″ ad_count=”3″ ad_repeat=”yes”]Il sindacato dei conducenti CPA ha scritto oggi all'associazione mondiale che i freni idraulici dovrebbero essere nuovamente banditi dal ProPeloton, almeno fino a quando le tre richieste centrali dei conducenti non saranno state soddisfatte:
- Arrotondamento dei bordi dei dischi dei freni
- Copertura protettiva sui dischi dei freni
- Tutti i piloti in campo devono essere dotati dello stesso impianto frenante
Queste richieste erano già state inviate all'UCI qualche tempo fa. Un requisito, vale a dire l'arrotondamento degli spigoli vivi dei dischi dei freni, è già stato attuato, ma il CPA vede ancora un urgente bisogno di agire sugli altri due. Per quanto riguarda le coperture protettive, al momento sembrano già esserci alcuni possibili sistemi che si starebbero guardando, ma il soddisfacimento del terzo requisito è attualmente ancora nelle stelle.
[blog style=”def” cols=”2″ display=”specific” specific=”46264″ posts_per_page=”0″ offset=”0″ pagination=”no” ad_id=”0″ ad_count=”3″ ad_repeat=”yes”]Le preoccupazioni dei corridori riguardo all'ultimo requisito sembrano giustificate: in un gruppo misto con diversi sistemi di frenata, le distanze di frenata e i punti di frenata possono variare notevolmente, anche in modo tale che i professionisti non sono in grado di valutare la situazione da soli. L'Uci, invece, sembra rifuggire da un "test obbligatorio": per molti team, nel WorldTour, ma soprattutto in area Pro Continental e Continental, lo sforzo logistico e finanziario sarebbe notevole.
Tuttavia, Gianni Bugno, portavoce del CPA, sottolinea nella lettera che le preoccupazioni non sono fondamentalmente dirette contro il progresso e i freni, ma che si vuole evitare un'introduzione prematura a discapito della sicurezza dei professionisti: "Riteniamo che alla fine i piloti saranno d'accordo e saranno molto felici di utilizzare queste nuove tecnologie nelle gare, ma solo dopo che saranno state implementate le adeguate misure di sicurezza".
Non c'è ancora risposta dall'UCI, ma l'argomento ci accompagnerà sicuramente per tutta la stagione.